Il mistero dell'anima, viaggio nel ritratto contemporaneo

Si può cercare di esplorare una zona di confine fra la concezione meccanicista/occidentale di anima confrontata con la concezione spirituale/orientale? L’esperimento può farsi interessante, se si riesce a fare in modo che questo confronto si trasli nelle arti visive. Questo è il tema della mostra: una verifica, ma allo stesso tempo, uno spunto di riflessione, un invito al confronto.

Naturalmente in questo contesto l'anima non va intesa in senso religioso, ma come complessità della personalità e della identità umane. Allo stesso tempo però l'identità, la personalità emanano una tale potenza e mistero che l'attribuzione di senso religioso in quasi tutte le culture, è sembrata inevitabile nello snodarsi storico della civiltà. E allora perché non esplorare questo sottile confine fra l'idea contemporanea della personalità, intesa come espressione della enorme complessità biologica del cervello nata dal caso, e invece quelle concezioni idealistiche e mistiche che si esprimono nelle molteplici impostazioni religiose del problema, come ad esempio in India, Cina, Giappone e poi nei paesi arabi e occidentali. Per arrivare allora, alle tre visioni più interessanti: la concezione orientale, in cui si pensa che l'anima sia una semplice temporanea aggregazione ed espressione di qualcosa di più vasto e universale; quella occidentale di anima intesa come l’essenza dell’essere umano posta sulla terra dal Creatore e destinata a ricongiungersi a lui o viceversa giacere in eterno nelle pene infernali. Infine la concezione materialista, secondo la quale non esiste nessuna spiritualità nella personalità umana, che viceversa è da attribuire completamente al caso.
Qual è, allora, la definizione corretta di anima o di personalità umana? La risposta resta sospesa. Possiamo solo tentare di interpretare, la particolare visione espressa dagli artisti invitati, che provenienti da contesti e formazioni, diverse esprimono, a volte anche in modo non cosciente, una particolare posizione rispetto al tema.

Giacomo Bonciolini

 

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