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coreografia e danza: Charlotte Zerbey e Alessandro
Certini
musica: Spartaco Cortesi
luci: Vincenzo Alterini
Ne LA CASA INVISIBILE viene esplorato poeticamente il tema
dell’abitare. Il corpo abita uno spazio attraverso il movimento ed è
esso stesso dimora sensibile. Il rapporto tra corpo e spazio è legato
all’affermazione della propria individualità, ma anche al desiderio di
conoscenza nell’incontrare altre persone e cose.
Il corpo è elemento di congiunzione, tra il sociale ed il sé, la colla
che unisce esterno ed interno, la materia e l’etereo.
Lo spettacolo parla della necessità della relazione in una casa che
non si vede, ma che viene costruita in un percorso di danza e di
situazioni teatrali che evocano metaforicamente la quotidianità,
nell’infanzia, nel lavoro, nel negozio, nella festa, nel gioco.
Ogni punto di arrivo è una micro-composizione, un riferimento
nell’intervallo del percorso coreografico. |